Piz Platta (3392 m) dalla Val d'Avers
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Arriviamo a Cresta alle prime luci dell'alba e subito capiamo che ci aspetterà una giornata da "lotta con l'alpe"...siamo a 2000 metri e...i prati sono in fiore...!
Carichiamo gli sci in spalla e cominciamo a salire, considerando che forse sarebbe stato meglio partire da Purt, perchè nonostante i pendii siano più sostenuti, c'è ancora neve...in discesa passeremo di lì.
Dopo circa un'ora di salita, riusciamo a calzare definitivamente gli sci e cominciamo a salire, verso il Täligra t, i pendii sono tutti scaricati, dando all'ambiente circostante un'aria selvaggia e un pò inquietante. Arriviamo all'attacco del canale, che sulle guide è definito il punto chiave delle salita dalla Val d'Avers (ci sono tratti a 45°), e ci ramponiamo...beng picca e calcio, beng picca e calcio, la neve è buona e saliamo bene ci spostiamo a destra per uscire dal canale dove la cornice è valicabile e ci ritroviamo sul ghiacciaio, davanti a noi il Platta, ora ci aspetta un traverso e poi un altro canale da risalire...
Sono passate da poco le 9.00, ma la neve è già in condizioni pessime, ma siamo a 3000 m e abbiamo la speranza che salendo le condizioni miglioreranno. Arriviamo al secondo canale lo risaliamo con gli sci fin dove è possibile, poi li togliamo...non tanto per la pendenza, ma perchè si sprofonda impietosamente e salire( eppoi scendere) con gli sci e la neve in queste condizioni non sarebbe sicuro, per cui li lasciamo lì e iniziamo a salire, sprofondando fino alla vita, tenendoci il più possibile e destra, per poter raggiungere, una zona di roccette libera da neve e da lì raggiungiamo la vetta e la sua croce.Guardo l'ora...incredibile, abbiamo impiegato due ore e mezzo per salire quest'ultimo tratto!!! Siamo sfiniti ma felici di essere lì...mangiamo, ci riposiamo qualche minuto e iniziamo a scendere percorrendo a ritroso la via di salita e, ovviamente, una volta finite le roccette, la discesa sulla neve è ancora più dura della salita, poi calzati gli sci arriviamo all'altro canale, dove, per fortuna, la neve è ancora in buone condizioni e, di picca e ramponi, lo scendiamo fino circa a metà, poi finalmente spelliamo e calziamo gli sci...la neve è buona e ci regala qualche minuto esaltante, ma arrivati al ripido pendio salito al mattino ci rendiamo subito conto che non è praticabile e così ci spostiamo verso i pendii già scaricati e li scendiamo su neve slavinata, abbandonando l'idea di rientrare verso Purt, a causa delle condizioni della neve, restiamo sul sentiero percorso al mattino, tutto sommato felici di poter portare per un pò gli sci in spalla. Arrivati all'auto ci guardiamo...siamo bruciati dal sole, ma in faccia abbiamo scritto a caratteri cubitali: abbiamo fatto il Platta!!!
Una montagna superba, in invernale una gita che, per l'alternarsi di tratti ripidi e tratti alpinistici richiede un impegno fisico notevole.

Alle sei, in leggero ritardo abbiamo gli sci in spalla perché la neve a parte un'illusione del primo tratto di sentiero svanisce,la ritroviamo continua dopo un'ora ca. Il rigelo è minimo però tiene, i ripidi pendii che portano sotto il Talihorn sono in gran parte scaricati, saliamo lungo corridoi ancora integri con rampanti indispensabili fino al piccolo anfiteatro e,individuato l attacco del canale, lo risaliamo fin dove è possibile sci ai piedi, poi calziamo i ramponi sci nello zaino continuiamo a salire fino a sbucare sul ghiacciaio del Platta dove sono evidenti le molta tracce(vecchie) di chi sale da Mulegens.Si rimettono gli sci,la neve gia inizia a inumidirsi. Decidiamo , comunque, di proseguire fino in vetta, sapendo che poi pagheremo lo scotto del caldo in discesa e infatti così è: al ritorno, solo il canale risalito per primo è ancora in buone condizioni e sciabile da un certo punto, per il resto da qt 2900 ca scendiamo lungo i corridoi scaricati; lungo la Talli un unico pensiero: arrivare ai prati e camminare!
Alla fine della gita ci guardiamo indietro...il Platta ce lo ricorderemo sia per la sua bellezza che per la fatica fatta!!!
Tourengänger:
Laura.

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