Corno Gries o Grieshorn (2969 m)
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Oggi ho il desiderio di vedere uno dei 91 ghiacciai ticinesi che non ho ancora percorso: il Ghiacciaio del Corno.
Alle sue spalle si erge una bella cima, che ha quasi tutte le caratteristiche di una montagna importante: ghiacciaio, cresta con passaggio chiave, speroni, fianchi scoscesi, eccellente panorama. Meriterebbe di diritto di far parte dell’olimpo dei tremila, nonostante le manchino 31 m.
A scanso di equivoci, il termine “Gries” non ha nulla a che fare con la voce dialettale con riferimento al colore grigio. Secondo Paul Zinsli, che ha studiato i toponimi di origine walser, “Gries” significa ghiaione, massa rocciosa detritica.
Inizio dell’escursione: ore 7:45
Fine dell’escursione: ore 14:05
Temperatura alla partenza: 11°C
Temperatura all’arrivo: 18°C
Cielo sereno e temperatura mite questa mattina in Val Bedretto. Lascio l’auto al tornante sopra l’Alpe di Cruina, a quota 2002 m, e mi avvio lungo il bel sentiero in direzione della Capanna Corno Gries (2338 m). Dopo mezz’ora di cammino sono a Corno (2204 m) e in 45 minuti raggiungo la moderna capanna, rinnovata nel 2007 su progetto dell’architetto Silvano Caccia. Il rifugio è attualmente gestito da una guardiana svizzero tedesca, che risponde gentilmente alle mie domande sulle condizioni del percorso e in particolare della cresta finale. Mi concedo una pausa di un quarto d’ora sulla terrazza, sorseggiando una gazzosa al lampone. Nel frattempo, una decina di escursionisti, tutti svizzero tedeschi, che hanno terminato da poco la colazione, si preparano per il loro trekking.
Alle 8:45 mi avvio in direzione dei Laghetti di Val Corno (2477). Dopo la capanna il sentiero spiana molto: in questo tratto l’escursione è veramente rilassante. Scatto numerose foto al Ghiacciaio del Corno, già visibile, alla Scaglia di Corno, al Griesgletscher, alle fantastiche cime Punta dei Camosci e Corno Cieco.
Fantastico panorama sulla Punta dei Camosci e il Corno Cieco
Preso come sono dal magnifico paesaggio della Val Corno, mi alzo più del dovuto. Giunto alla targa (ca. 2520 m) che ricorda un alpinista morto sul Ghiacciaio del Gries, mi devo abbassare di circa 40 m fino all’estremità orientale del lago. Percorro la sponda meridionale per circa 170 m, quindi risalgo il pendio in direzione SW, puntando verso l’evidente Forchetta del Piccolo Corno Gries.
Il percorso non è segnalato né da paline, né da vernice, né da ometti di pietra. Con la buona visibilità odierna, non incontro comunque dei problemi: individuo facilmente dei passaggi logici fra valloncelli, sfasciumi, brevi dorsali e terrazzi.
Sulle carte topografiche il Ghiacciaio del Corno appare come un piccolo ghiacciaio compatto. Attualmente è invece diviso in due distinti tronconi: quello orientale, più esteso e lungo circa 650 m e quello ad occidente, meno ripido e molto sottile, lungo meno di 300 m.
Alle 10:30 arrivo all’inizio della lingua occidentale, a circa 2730 m di quota. Rinuncio a calzare i ramponi e mi incammino lungo il margine destro del ghiacciaio. Una fredda brezza mi induce a mettermi guanti e maglione. In venti minuti raggiungo la Forchetta del Piccolo Corno Gries (2810 m), al confine con il Piemonte. L’arrivo di qualche folata di nebbia rende il paesaggio un po’ più inquietante. Osservo le creste a destra e a sinistra della sella. Impressionante il crinale che sale verso il Piccolo Corno Gries (2929 m): non fa per me! Alla mia sinistra inizia la detritica cresta WNW per il Corno Gries, che presenta un breve passaggio in diedro con difficoltà III-.
Opto per la più tranquilla via sul versante italiano. Un sentiero taglia in diagonale il ripido versante su terriccio. Dopo circa duecento metri arrivo ad un tratto scosceso che precede un piccolo pianoro. Da questo terrazzo svolto a sinistra e risalgo, in direzione nord, il facile pendio fino a raggiungere la cresta, che in 150 m mi porta alla vetta del Corno Gries (2969 m): Grieshorn geschafft!
I banconi di nebbia vanno e vengono. Mi affretto a scattare qualche foto e scendo subito per timore di essere sorpreso dalla nebbia persistente. Anche oggi non mi smentisco; dalla vetta scelgo una via di discesa alternativa, che mi permette comunque di arrivare alla Forchetta del Piccolo Corno Gries tramite il facile sentiero su macereto instabile.
In discesa percorro il breve Ghiacciaio del Corno, gustandomi la sua peculiarità del momento: la superficie è ricoperta da geometriche spolverate di sabbia. Sembrano degli spruzzi di cacao sparsi da un abile pasticciere su di un’enorme torta.
Sì, è proprio ora di fare pausa pranzo, i morsi della fame si fanno sentire.
Piacevole escursione ad un “quasi tremila”, che nelle condizioni odierne è risultata più facile del previsto.
Tempo di salita: 3 h 20 min
Tempo totale: 6 h 20 min
Tempi parziali
Alpe di Cruina (2002 m) – Capanna Corno Gries (2338 m): 45 min
Capanna Corno Gries (2338 m) – Laghetti di Val Corno (2477): 45 min
Laghetti di Val Corno (2477) – Forchetta del Piccolo Corno Gries (2810 m): 1 h 20 min
Forchetta del Piccolo Corno Gries (2810 m) – Grieshorn (2969 m): 30 min
Dislivello in salita: ca. 1000 m
Difficoltà: F/T3+
Coordinate Corno Gries: 673.320 / 144.905
Copertura della rete cellulare: buona.
Libro di vetta: no.
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