Monte Maniglia e Monte Bellino (Val Maira)
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Eccoci pronti a ripartire.
Eccoci pronti a ripartire per un'altra gran bella giornata di montagna, consapevoli di aver l'opportunità di vivere delle straordinarie avventure, essendo riusciti (ovviamente solo per culo!) a combinare un mix quasi perfetto tra condizioni meteo, condizioni della neve (tra qualità e sicurezza) e, non ultimo, le nostre condizioni di allenamento.
Affrontiamo ancora la piana della pista da fondo verso la testata della Val Maira per poi piegare a destra e continuare lungo la Valle del Maurin. Superati alcuni dossi su terreno ancora più o meno pianeggiante, ci infiliamo in una piccola valletta formata da un torrentello ancora totalmente coperta di neve molto bella ed elegante.
Si giunge ad un pianoro dove continuando dritto si prosegue per il Monte Bellino mentre noi pieghiamo decisamente a sinistra per andare a prendere un breve canale che ci da "una botta di vita" dopo il lungo tratto in cui abbiamo guadagnato relativamente poco dislivello.
Usciamo anche al sole ma una leggera brezza mantiene per ora le temperature (e la neve) ancora in buone condizioni.
Ora con un lungo traverso non impegnativo e in un ambiente molto bello e suggestivo, si arriva sotto la Bassa di Terrarossa, che si raggiunge con un ultimo tratto un po' più ripido. Qui siamo al confine con la Val Varaita e infatti tutte queste cime sono anche affrontabili dalla vicina valle: volendo si potrebbe mettere in "scena" una gran bel su e giù tra una valle e l'altra.
Ci attende l'ultimo tratto di percorso lungo l'ampia dorsale parzialmente colpita dal vento, sono infatti tanti i tratti di terreno con sassi affioranti ma comunque il manto risulta ancora continuo senza dover togliere gli sci. Giunti in cima, con pochi passi a piedi si raggiunge la vetta ufficiale.
Per scendere optiamo per una variante più diretta inventata sul momento, con qualche apprensione nel primo tratto perchè non siamo sicuri ci sia uno sbocco sciabile nel vallone sottostante. Infatti le prime curve sono molto controllate, sia per la neve dura e il terreno abbastanza ripido, sia perchè andiamo continuamente a cercare con lo sguardo il passaggio ... che alla fine risulta fattibile senza eccessive difficoltà. Poi, una volta scesi maggiormente, l'influenza del vento non si fa più sentire e difatti troviamo neve morbida primaverile che ci riporta allegramente al bivio con il percorso per il Monte Bellino.
Ripelliamo per andare a toccare anche questa vetta, seguendo la traccia del gruppetto che ci precede e, in meno di quanto ci aspettassimo, giungiamo in vetta. Dopo la doverosa pausa in vetta, ci apprestiamo alla discesa che ci farà divertire fino alla piana finale dove ci tocca spingere lungo la pista da fondo ... ma alla fine ci attende il rifugio, la merenda, la doccia ... e tutte queste fatiche sembrano quasi svanire ... quasi!!
Eccoci pronti a ripartire per un'altra gran bella giornata di montagna, consapevoli di aver l'opportunità di vivere delle straordinarie avventure, essendo riusciti (ovviamente solo per culo!) a combinare un mix quasi perfetto tra condizioni meteo, condizioni della neve (tra qualità e sicurezza) e, non ultimo, le nostre condizioni di allenamento.
Affrontiamo ancora la piana della pista da fondo verso la testata della Val Maira per poi piegare a destra e continuare lungo la Valle del Maurin. Superati alcuni dossi su terreno ancora più o meno pianeggiante, ci infiliamo in una piccola valletta formata da un torrentello ancora totalmente coperta di neve molto bella ed elegante.
Si giunge ad un pianoro dove continuando dritto si prosegue per il Monte Bellino mentre noi pieghiamo decisamente a sinistra per andare a prendere un breve canale che ci da "una botta di vita" dopo il lungo tratto in cui abbiamo guadagnato relativamente poco dislivello.
Usciamo anche al sole ma una leggera brezza mantiene per ora le temperature (e la neve) ancora in buone condizioni.
Ora con un lungo traverso non impegnativo e in un ambiente molto bello e suggestivo, si arriva sotto la Bassa di Terrarossa, che si raggiunge con un ultimo tratto un po' più ripido. Qui siamo al confine con la Val Varaita e infatti tutte queste cime sono anche affrontabili dalla vicina valle: volendo si potrebbe mettere in "scena" una gran bel su e giù tra una valle e l'altra.
Ci attende l'ultimo tratto di percorso lungo l'ampia dorsale parzialmente colpita dal vento, sono infatti tanti i tratti di terreno con sassi affioranti ma comunque il manto risulta ancora continuo senza dover togliere gli sci. Giunti in cima, con pochi passi a piedi si raggiunge la vetta ufficiale.
Per scendere optiamo per una variante più diretta inventata sul momento, con qualche apprensione nel primo tratto perchè non siamo sicuri ci sia uno sbocco sciabile nel vallone sottostante. Infatti le prime curve sono molto controllate, sia per la neve dura e il terreno abbastanza ripido, sia perchè andiamo continuamente a cercare con lo sguardo il passaggio ... che alla fine risulta fattibile senza eccessive difficoltà. Poi, una volta scesi maggiormente, l'influenza del vento non si fa più sentire e difatti troviamo neve morbida primaverile che ci riporta allegramente al bivio con il percorso per il Monte Bellino.
Ripelliamo per andare a toccare anche questa vetta, seguendo la traccia del gruppetto che ci precede e, in meno di quanto ci aspettassimo, giungiamo in vetta. Dopo la doverosa pausa in vetta, ci apprestiamo alla discesa che ci farà divertire fino alla piana finale dove ci tocca spingere lungo la pista da fondo ... ma alla fine ci attende il rifugio, la merenda, la doccia ... e tutte queste fatiche sembrano quasi svanire ... quasi!!
Tourengänger:
Andrea!
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